Wolfgang Sawallisch. Un ricordo


Ieri si è spento il Maestro Wolfgang Sawallisch.

Ottimo direttore, capace di tenere l'orchestra come pochi altri, sempre elegante nel gesto, sempre ottimo nel risultato finale, con concerti che puntualmente a La Scala prevedevano lunghi applausi e urla di "bravo! bravo!". E sempre modesto.

Ricordo un concerto in particolare. Una sera, negli anni 70, con in programma la Dal Nuovo Mondo di Dvoràk e l'Also Sprach Zarathustra di Strauss. Un programma molto popolare, strafamoso, nel quale il Maestro seppe pennellare il colore orchestrale dell'Also Sprach come non ho sentito fare, per esempio, da Maazel. O quella dal Nuovo Mondo in cui nel secondo movimento la musica sembrava sospesa nell'aria e il quarto movimento era impetuoso eppure controllato in maniera minuziosa.

Ma in quegli anni il Maestro era spesso ospite a La Scala: Beethoven, Mozart, i due autori sopra citati, ma alla fine sempre lo stesso risultato eccellente.

Era considerato un minore, come molti consideravano Makerrash (da ascoltare la Terza e la Quarta di Brahms su Telarc per capire cosa sapesse fare Makerrash,come sapesse far suonare l'orchestra in modo quasi "corale", cosicché nessuno strumento risultasse neppure lontamente confuso; e dal vivo questa era la caratteristica che più colpiva), altro direttore morto quasi nel silenzio; peccato che chi li ha ascoltati veramente dal vivo non possa minimamente pensarlo.

Il Maestro Sawallisch non ha registrato tanto; preferiva il pubblico, preferiva il teatro dove preparava tutto minuziosamente, come era evidente per chiunque lo avesse visto sul podio.

E questo altro non è che un ricordo e un ringraziamen to ad uno dei direttori che, tra i "grandi", ho più spesso ascoltato, apprezzandolo sempre più.

Domenico

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