Jean Gilles, Requiem: la morte allegra

Jean Gilles è un compositore dell'epoca barocca, francese, molto noto ed apprezzato ai tempi che ebbe l'idea di comporre un Requiem talmente reputato all'epoca da essere poi eseguito per ogni funerale di personaggi importanti. Si narra che la sua popolarità fu minata solo dall'arrivo di quello di Mozart (ecco perché scrivo di Gilles, posto che ho appena scritto di Mozart).

L'esecuzione in mio possesso è quella di Philippe Herreweghe su etichetta Harmonia Mundi (Herreweghe ne fece una in precedenza per la Archiv, ma prefrisco quella di HM). La cosa che lascia immediatamente perplesso chi ascolta è il lungo rullo di tamburo, ben cadenzato, che inizia l'opera: dovrebbe quindi essere il tamburo che scandisce il passo dei portantini che trasportano la salma dall'ingresso del Tempio al catafalco. Poi inizia un Requiem Aeterna cantato dal tenore, con un accompagnamento d'archi anch'esso piuttosto cadenzato e al termine del Requiem Aeterna inizia la meraviglia: l'Et lux perpetua è affidato al duetto soprano/basso ed al coro ed è un allegro piuttosto veloce, che tutto pare fuorché un brano tratto da un Requiem.

E qui secondo me sta la bellezza del Requiem di Gilles, che non si limita all'Et lux perpetua. Ogni opera si presta a mille interpretazioni da parte di ognuno di noi; e nella contrapposizione con l'esecuzione di Harnoncourt del Requiem di Mozart, qui, in questa partitura e con questa direzione, si ha l'idea della gioia del trapasso, della fine delle terrene tribolazioni e della gioia nell'esser giunti a caminare tra i Verdi Pascoli del Paradiso.

Non mi sto a dilungare più di tanto. Il CD è regolarmente reperibile in tutti i negozi nella serie a basso prezzo Musique d'Abord di Harmonia Mundi. Chi ho incuriosito con questa visione gioiosa della morte, saprà dove andare a fare l'acquisto. La registrazione, poi, è di quelle da manuale.

Un cordiale saluto

Domenico



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